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la bottega della scrittura ri-creatrice
cattiveria porta cattiveria?
post pubblicato in B&B blues, il 6 febbraio 2010


me lo ripeto: dai nonnina, non funziona così. E ci credo, fino a quando non mi guardo sotto. Si, si... lo so che se uno si vuole migliorare deve guardare dentro e non sotto. Mi ostino, però, a guardare sotto: apro la porta che da sul balcone interno, faccio tre passi, poggio le mani sulla ringhiera e mi sporgo il tanto che basta per avere conferma di quanto sospettavo. Le due sue camere sono piene, vedo le luci accese. Ora invece guardo dentro. Si! Dentro il mio b&b di sabato sera: due camere vuote. Monta dentro una rabbia indescrivibile. Perché? Ecco gli antefatti.
Due anni e mezzo fa, l'altruista del nonnino, dopo che il marito della non ancora citata LEI viene licenziato, si fa carico di un'altra famiglia. Decide così di suggerire a LEI di aprire un b&b. Guarda caso LEI abita al primo piano del palazzo dove viviamo anche noi. Guarda caso proprio sotto l'appartamento da noi abitato.
"Ma così ci mettiamo la concorrenza in casa", suggerisco tra lo spaventato e l'istinto omicida.
"Si, ma LEI è LEI. E se non l'aiuto io..."
"Sarà. Ma ricordati che è poco incline alla realtà e vive in un mondo dove non esistono niente altro che LEI e il riflesso di LEI allo specchio".
Insomma, i nostri litigi non si contano. Per LEI. Ridicolo, eh? Una coppia avrebbe molto di più per cui litigare, invece ci ostiniamo a ballare attorno allo stesso argomento di sempre.
Amo il nonnino più di ogni altra cosa al mondo. Quando trattiamo l'argomento LEI ci scontriamo come due scorpioni che fanno l'amore: battiamo, sulla terra ancora incrostata della lite precedente, le nostre code biforcute fino allo sfinimento. Per cosa?
Un esempio per tutti: non si contano le volte che ci prenota la stanza per un singolo che puntualmente non arriva e arricampa scuse inverosimili pensando di darcela a bere, mentre invece - sono senza decenza familiare - credo che se li prenda di nuovo lei perché gli è andata a monte un'altra sua prenotazione.
Non basta per incazzarsi?
Eccone un'altra
Concordamente a quanto stipulato 7 anni fa con l'ufficio del turismo, i nostri prezzi si aggirano al prezzo X, visto che non abbiamo le stanze con il bagno in camera. Bene. Fino a quando due anni e mezzo fa non decide di sua sponte di fare meno 10 euro al prezzo X nostro con un unico vantaggio: le camere hanno entrambe il bagno dentro. Non si chiama forse "fraterna carognata" questa? Offrire un servizio migliore a un prezzo decisamente inferiore a quello da noi onestamente proposto?
Sono scioccata da siffatto comportamento.

Così abbiamo preso una sofferta decisione (sofferta per il nostro attuale portafoglio). Ristrutturiamo anche noi, chiudiamo il b&b per tre mesi e facciamo il bagno interno alle stanze, con la speranza che migliori l'andamento del lavoro. Cosa faremo in questi tre mesi? Spero di laurearmi senza impazzire. A stringere la cinghia ci sono abituata e non mi spaventa. Spero solo di non assaggiare più il fraterno e amaro boccone. Concludo la Termopili che mi sta devastando di acido lo stomaco parafrasando la mia Grazianedda:
sono come una canna: mi piego ma non mi spezzo!



permalink | inviato da laputìadinonnaRa il 6/2/2010 alle 23:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
è di nuovo accaduto: l'ho picchiato
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2010


Ebbene si: ho picchiato il nonnino. Gli ho sempre detto che sono una tipa pericolosa. Però lui continua a non credermi. Così, quando si è messo sotto le coperte, mi sono girata di scatto e gli ho mollato un ceffone. Il suo "ahia, mi hai infilato un dito nell'occhio", non mi ha fatto nessun effetto. Alcuni mesi fa, successe la stessa identica cosa, con una parte del corpo differente: si infilò dentro le coperte, si avvicinò con cautela per vedere se dormivo e fu allora che gli mollai un calcio veemente sugli stinchi già provati dalla "partita di calcetto". Urlò anche allora. Come faccia a non mandarmi a cagare dopo anni di matrimonio ancora non lo capisco. Dice che mi vuole un bene dell'anima e io gli rispondo che sono una folle, che è meglio finirla qui prima di arrivare a tendere troppo la corda e a riscaldare gli animi. Ma lui niente: sta e starà sempre con me.

Riesco a trattenermi a stento quando mi trovo dentro al letto sola soletta, perché penso e ripenso e non sempre si tratta di pensieri di facile traduzione freudiana. La volta degli stinchi fu perché stavo allontanando una bestia che voleva mordermi, questa del ceffone fu perché litigavo con uno per via del parcheggio (e qui a palermo si rischia la vita). Dovete saperlo anche voi: sono una che si agita con veemenza quando non vede le cose andare per il verso giusto, anche quando dorme. Quello che non sapete e che... 
stavo sognando!



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Quando il sangue freddo fa la differenza
post pubblicato in B&B blues, il 26 gennaio 2010


Credo sia necessario frequentare al più presto un corso di primo soccorso. 
Un nostro ospite, oramai assiduo frequentatore del b&b, ha fatto in tempo a dire "chiamate un'ambulanza" prima di diventare rosso come un peperone e entrare in uno stato di panico totale. Ci siamo inizialmente spaventati a morte. Ma poi, il mio senso pratico mi ha messo con i piedi per terra. Ho diretto le operazioni di salvataggio con una verve che non mi conoscevo, mentre gli uomini che avevo in casa giravano intorno al tavolo in preda alla disperazione e alla ricerca del telefono per chiamare l'ambulanza, di cui manco si ricordavano il numero (quanto è difficile gestire lo sgomento!).
"Dai, caricatevelo sulla macchina e andate al pronto soccorso... che prima che arrivi l'ambulanza fa in tempo a morirmi in casa...", ho affermato in una delle mie poco felici uscite, però ha funzionato. E poi il pronto soccorso è dietro casa. Sempre meglio di vederlo agonizzare!
"Si, si. Hai ragione". (meno male... avrei voluto vedere il contrario!)
Tra un po' riceverò gli aggiornamenti sullo stato di salute del tipo, fatto sta che forse, se proprio voglio continuare a studiare, devo decidermi a prendere la terza laurea in...
scienze infermieristiche, che il cinismo non manca



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notizia in blu
post pubblicato in Diario, il 21 gennaio 2010


Leggo solo il titolo di un articolo e mi esplode in testa un colore: cobalto.
Fredda tonalità di azzurro, a metà strada tra il blu reale e il blu di Persia. Sarebbe un caso sachsiano a tutti gli effetti se non fosse che il titolo dell'elzeviro riportava la seguente notizia: "la picchia così forte da farle esplodere un occhio".  Qui il campo è neuronale, si tratta delle mie sinapsi in cancrena. Qualcosa in me rasenta la follia, perché non si può rispondere a livello mentale in modo così spudoratamente daltonico!! ditemi voi a che colore pensate dopo aver letto solo solo il titolo...
Il blu, però, mi affascina



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brillante
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2010


Prima di morire, ho chiesto a mio padre tante di quelle cose perché avevo paura di perdere la memoria che stento a ricordarle tutte. Situazione che mi è rimasta dentro e paura che non verrà mai meno. Ora ho ritrovato il libretto dove avevo segnato, senza troppo impegno e con poco approfondimento, oltre l'albero genealogico, anche alcune curiosità. Eccone una: nel paese accanto al mio, Sant'Andrea Frius, c'era un bandito che si chiamava di soprannome Brillante. Sapevo dell'esistenza del tipo ma avevo fatto sedimentare la cosa senza pormi troppe domande. Quando poi è venuto il tempo di avere delle risposte mi è stato detto che si chiamava così perché oltre a banditare a destra e a manca aveva un brutto vizietto: faceva brillare tutti i posti che visitava dopo le rapine, siano abigeati (forma più comune) che sequestri. Fatto sta che in uno di questi ultimi ci è rimasto. 
Però il nomignolo... lo trovo davvero suggestivo!



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e mi sorprendo...
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2010


a sorprendermi! E ho ancora tanto da imparare. Fare ricerca tesi di sabato sera, cercando abstract che hanno almeno citata la parola "litofono",  ha del paranormale: un pizzico di follia non guasta e poi...
quanto mi diverto!!



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almeno consigliatemi un titolo
post pubblicato in Diario, il 10 gennaio 2010


Da tempo non provo l'emozione di scartare un regalo e trovare un bel libro. Bello non per la copertina rigida e i caratteri stampati in oro zecchino... bello perché regalato con la complicità di aver letto entrambe la stessa cosa e provare l'identica emozione. 
L'ultima volta quando è stata? Credo l'anno in cui uscì Il mondo di Sofia, di Gaarder. Troppo tempo fa! Ma quelli erano anche tempi in cui ero facilmente suscettibile...
Visto che non potete regalarmi un libro, consigliatemi almeno un titolo valido in modo che possa andare ad immergermi nella lettura. Perché tra alcune settimane inizia la sessione di laurea e prima di andare a dormire devo prendere la dose consigliata per evadere.
Voglio la mia droga di parole


sono davvero soddisfatta dell'esperimento sui consigli di lettura. Grazie a tutti! Gli aggiornamenti sulle mie letture li potete trovare su anobii!



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Non andare a vederlo!
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2010


Rompere in momenti meno opportuni: è una mia caratteristica. Mi piace scrivere e non riesco a tenere certi pensieri per me. Anche perché se non li scrivo poi me li dimentico! Così le impressioni a caldo: quando ti sarai sposato, dopo che rientrerai dal viaggio di nozze rilassato e sereno, non andare a vedere il film dell'appena ventottenne Mona Achache. 
Non andare a vederlo, perché, essendo tratto da un libro, per giunta da me letto varie volte, hai sempre l'impressione che l'occhio della macchina da presa tradisca le parole scritte. 
Non ci andare, il personaggio femminile brillantemente interpretato da Josiane Balasko (incredibilmente somigliante a mia madre!) crea fastidio, imbarazzo e commuove.
Non vale la pena vedere un film francese, il particolare risalto che riservano alla persona: inquadrature emozionanti e per niente banali.
Non si può pensare con i tempi che corrono che inizi una frase e uno sconosciuto la completi, scoprendo poi che si tratta di un romanzo letto da entrambi. 
Troppo romantico
Troppo poco movimentato
Troppo irreale

Tutto troppo per essere davvero bello.

Però, il ritmo lento, i modi pacati, le speranze di una giovane e la rinascita di una donna matura mi hanno colpito. Un nodo alla gola per tutta la durata, nonostante fossi più che al corrente di come andava a finire... ecco: ho pianto. E piango oramai solo per pochi motivi: quando parlo di mio padre e quando vedo quello che "per me" è  un bel film. 
Catartici entrambi




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come aggredire le terzine!
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2010


Prendere l'astuccio del flauto, aprirlo, montare il piede con il corpo e poi unire la testata sono state azioni che non compivo da tempo. Vuoi perché avevo i parenti a casa, vuoi perché c'era da pulire casa per l'arrivo degli ospiti, vuoi perché lezioni non ne avevo, vuoi perché la pigrizia ha preso il sopravvento... insomma, rimettermi in cucina (dove ho la mia postazione da studio!) aprire i libri e studiare quelle stramaledette terzine legate mi ha dato una carica impressionante che mi chiedo: perché ho aspettato così tanto?
Forse avevo bisogno di staccare, ma mi sono resa conto che avevo ancora più bisogno di riprendere!
Quando mi sono fermata avevo l'osso della base dell'indice della mano sinistra in fiamme, rosso e dolorante, le labbra secche e indolenzite, la gamba destra con il polpaccio che chiedeva pietà (il piede infatti mi tiene il tempo... ho un metronomo, ma dimentico sempre di azionarlo!!) e un'ora e mezza di orologio praticamente volate. Nel frattempo ho studiato come non avevo fatto finora, concedendomi il lusso di eseguire il terzo movimento della prima sonata del Pastor Fido di Chedeville in un tempo paurosooooooooo

Ora posso davvero dire che il dolore musicale mi fa bene!



permalink | inviato da laputìadinonnaRa il 5/1/2010 alle 21:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
2010: buon anno?
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2010


Ho una lista pronta. Voglio vedere se verso dicembre avrai atteso almeno alla metà delle cose che voglio si realizzino durante la tua presenza annuale. Altrimenti succederà che non vedrò l'ora di mandarti nelle stanze dell'oblio già a settembre!

- Voglio vedermi laureata
- Voglio diventare mamma
- Voglio cambiare in parte lavoro
- Voglio cambiare la testa di mia cognata
- Voglio riuscire a leggere tutti i grandi classici greco-romani
- Voglio imparare bene l'inglese con un corso "vivente"
- Voglio entrare alla specialistica del Conservatorio
- Voglio scrivere qualcosa che non sia il centesimo esercizio di Queneu
- Voglio suonare ai matrimoni con il duo
- Voglio i capelli meno ribelli
- Voglio imparare a usare meglio il Mac
- Voglio riuscire a credere ancora di più in me stessa

 Voglio l'erba voglio?

(il passaggio 2008/2009 mi era andato peggio, ma in quello 2009/2010 mi sono mancate persone davvero molto care, a partire da mio padre per finire con Alda Merini, passando per Ugo Dessy. Vi penso sempre ragazzi e siete nel mio cuore)



permalink | inviato da laputìadinonnaRa il 1/1/2010 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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